Milano e la sua gente. Cap.1: Una gita a Baggio

Oggi riapro un cassetto in cui giace un lavoro su Milano che avevo cominciato in occasione del progetto Milanofficine.

La volontà era quella di parlare di Milano attraverso i suoi quartieri e le persone che li abitano.

Così descrivevo Milano e la sua gente, era il 2011.

 Cos’è una città se non le storie, i ricordi e i vissuti dei suoi cittadini? Milano nell’immaginario collettivo è economia, finanza, lavoro, velocità, in alcuni casi, creatività, raramente però si parla di Milano come di una città abitata. Con questo progetto ci si vuole occupare dei suoi cittadini (vecchi e nuovi) e grazie a loro rievocare anche la storia di Milano, attraverso i luoghi, le forme dell’abitare, le persone, gli eventi… Non si intende quindi guardare solamente al passato, ma anzi in maniera prospettica osservare il presente e (qualora possibile) capire la strada che Milano assieme ai suoi cittadini sta percorrendo.

Questo progetto è da considerarsi come una sorta di guida alla conoscenza di Milano: dei suoi abitanti, dei suoi luoghi, delle sue iniziative. Questo lavoro sarà perciò diretto primariamente alla cittadinanza milanese, ma anche a chi la governa.

Saranno raccontate delle storie, avvalendosi della collaborazione di testimoni privilegiati che saranno fondamentali nella costruzione di una narrazione articolata su due linee: da un lato un racconto personale, dall’altro un racconto “di quartiere”. Come si può osservare negli esempi sotto riportati le foto si avvarranno di didascalie esplicative, contenenti stralci dei racconti raccolti sul campo.

I quartieri di cui si presenta un esempio di realizzazione sono:

  • Baggio
  • Niguarda-Cà Granda
  • Via Padova (anche se non è propriamente un quartiere si è ritenuto appropriato identificarla come una zona meritevole di un’attenzione specifica)
  • Quarto Oggiaro

Cominciamo questo breve racconto con il quartiere di Baggio.

Screen Shot 2015-07-08 at 11.24.57 AM

Una gita a Baggio

Baggio-6-low

Marco, in sella alla sua Vespa mi porta a visitare il quartiere. In questa foto, posa davanti al complesso di case in cui abita. Il quartiere INA Casa Baggio I, progettato agli inizi degli anni ’50, costituisce un modello urbanistico e sociale edilizia popolare orientata all’attenzione per il tessuto locale.

Baggio-7

La prima tappa è “Baggio vecchia”, il cui cuore è costituito dalla chiesa e dal campanile romanico. “Non sembra neanche di essere a Milano”, commenta Marco ed io non posso che assentire.

Baggio-8-low

La seconda tappa è l’officina nonché Associazione Ciclistica Mario Monti, fondata nel 1928. Qui incontriamo Fabio, il figlio di Mario che continua l’attività di famiglia. L’officina e l’associazione sono un punto di riferimento importante per il quartiere, infatti quest’officina è la prima che ha avuto sede a Baggio.

Baggio-9-low

Fabio mi presenta Virginio, 85 anni, che mi racconta cos’era l’officina negli anni del dopoguerra. I lavoratori diretti al lavoro arrivavano in sella alle biciclette che venivano depositate nell’officina al costo di circa una lira. Infatti, da qui partiva il tram n.34 diretto alle principali fabbriche che avevano sede a Milano: De Angeli, Borletti, Alfa Romeo, ecc.

Virginio mi mostra le foto che lo ritraggono corridore e vincitore di svariati premi, tutti vinti con la maglia dell’Associazione Ciclistica Mario Monti.

Baggio-10

La terza tappa è l’Istituto Marchiondi, esempio eccelso della corrente architettonica Brutalista il cui plastico è esposto al MoMA di New York. Purtroppo questo enorme complesso, che un tempo fu un riformatorio, è in stato di abbandono da molti anni. Il progetto di recupero, di cui però lo stesso Marco ha sentito solo vociferare, è stato affidato al Politecnico di Milano (n.d.r. nel frattempo il Politecnico ha dovuto rinunciare alla ristrutturazione per i costi eccessivi. Approfondisci qui).

Baggio-11

La quarta e ultima tappa è il Parco delle Cave, fiore all’occhiello del quartiere. Marco ricorda che quand’era piccolo era sconsigliabile addentrarsi nel parco che era mal tenuto e soprattutto mal frequentato. Oggi invece è uno dei luoghi di ritrovo e di svago di tutti i cittadini di Baggio.

Advertisements

3 thoughts on “Milano e la sua gente. Cap.1: Una gita a Baggio

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s