“Corè” la Regina degli Inferi / “Corè” the Queen of Hell

A maggio 2012 si è tenuto al MACRO di Roma la Fiera d’Arte Contemporanea a cui ha partecipato anche l’artista Paolo Schmidlin (di cui avevo già parlato in questo post) con la sua “Corè”, una statua in terracotta policroma e perle, ritraente la Marchesa Luisa Casati. Io mi sono occupata delle foto per il flyer, oltre che scattare un ritratto dell’artista e del suo assistente, Dario Perini. Ciò che mi sembra più interessante però è spiegare chi era la Marchesa Luisa Casati.

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Luisa Amman nasce nella Milano del 1881, uno dei momenti storici di maggior espansione economica e culturale della città. Proveniente da una famiglia borghese, lei e sua sorella Francesca rimangono orfane in adolescenza e questo le rende le eredi più ricche di Italia. Luisa, colta e affascinante, va in sposa al Marchese Camillo Casati.
La Marchesa divenne musa ispiratrice, mecenate, amica, talvolta anche amante  di alcuni fra i maggiori artisti europei degli anni ’20 e ’30,  come Cocteau,  Marinetti, Kerouac, Man Ray, Cecil Beaton,  D’Annunzio. E’ proprio da quest’ultimo che riceve il soprannome di Kore, ossia la Regina degli Inferi.

O Coré, inafferrabile come un’ombra dell’Ade e desiderabile come “il frutto coronato”, tu sai che il mio studio di te assiduo dura dal tempo delle cacce lombarde, quando il Ticino improvvisamente apparito dinanzi ai galoppi sembrava ti avvolgesse come una sciarpa azzurrina a te offerta dalla brughiera color di bronzo mal dorato. E il mio studio ha il senso latino. Ardere studio dicevano i Latini per ardere di attenzione e di brama.

La Marchesa Casati si contraddistinse per il suo essere eccentrica nello stile di vita, nell’abbigliamento e persino nell’arredamento delle sue svariate dimore sparse per l’Europa. Infatti, la Marchesa visse a Venezia, a Capri, dove occupò la dimora di un medico parigino e dove era solita frequentare la cosidetta “saletta dei narcotici” del barone Ferse; visse poi a Parigi, dove allestì nella sua casa una galleria a lei dedicata, in cui espose le diverse opere d’arte che la ritraevano. Nel 1923 arrivò a possedere più di 130 opere, tra dipinti e ritratti fotografici, dedicatele da Man Ray, Giovanni Boldini, Augustus John, Kees Van Dongen, Romaine Brooks, Ignacio Zuloaga, Drian, Alberto Martini, Alastair, Giacomo Balla, Catherine Barjansky, Jacob Epstein, Cecil Beaton, il barone Adolph de Meyer e molti altri. Tutto questo sfarzo portò infine, come prevedibile, alla rovina economica della Marchesa che morì nel 1957 per un’emorragia cerebrale.

Per maggiori informazioni/For more information:
http://www.letteraturaalfemminile.it/luisa_casati.htm
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=914
http://www.marchesacasati.com/bio.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Luisa_Casati
http://www.marchesacasati.com/casatihome.html
http://fashionsmostwanted.blogspot.it/2010/04/marquesa-luisa-casati.html

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In May 2012, the artist Paolo Schmidlin (I’ve already talked about him in this post) participated in the Rome Contemporary Art Fair at MACRO, with his “Corè”, a polychrome terracotta and pearls statue, portraying the Marchesa Luisa Casati. I took the photos for the flyer, besides a portrait of the artist and Dario Perini, his assistant. What I think very interesting is to explain who was the Marchesa Luisa Casati.

Luisa Amman was born in 1881 in Milan, one of the hystoric moments the most economic and cultural developed of the city. Coming from a bourgeois family, her sister Francesca and her orphaned in their adolescence and this fact let them becoming the Italian wealthiest heirs. Luisa, cultured and charming, got married with the Marquise Camillo Casati.
The Marchioness became inspiring muse, patron, friend, sometimes lover as well, of some of the greatest European artists from 20’s and 30’s, such as Cocteau, Marinetti, Kerouac, Man Ray, Cecil Beaton, D’Annunzio, who gave her the nickname Kore, who represents the Queen of Hell.

O Coré, inafferrabile come un’ombra dell’Ade e desiderabile come “il frutto coronato”, tu sai che il mio studio di te assiduo dura dal tempo delle cacce lombarde, quando il Ticino improvvisamente apparito dinanzi ai galoppi sembrava ti avvolgesse come una sciarpa azzurrina a te offerta dalla brughiera color di bronzo mal dorato. E il mio studio ha il senso latino. Ardere studio dicevano i Latini per ardere di attenzione e di brama. (a.e. Sorry! Impossible for me to translate it!)

The Marchesa Casati stand out by being eccentric for her lifestyle, for her clothing and even for the furniture of her several houses scattered in Europe. Indeed, the Marchesa lived in Venice, Capri, where she squatted the house of a doctor from Paris and where she used to attend “the narcotics living room” of the Baron Ferse; she lived then in Paris, where she staged a gallery in her house, in which there were exhibited several masterpieces portaying her. In 1923 the collection was composed by 130 masterpieces, with paintings and photo portraits ,  dedicated to her by Man Ray, Giovanni Boldini, Augustus John, Kees Van Dongen, Romaine Brooks, Ignacio Zuloaga, Drian, Alberto Martini, Alastair, Giacomo Balla, Catherine Barjansky, Jacob Epstein, Cecil Beaton, the Baron Adolph de Meyer and many others. All this splendour led her, as predictable, to the bankruptcy. In 1957, she died of a brain hemorrage.

For more information:
http://www.letteraturaalfemminile.it/luisa_casati.htm
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=914
http://www.marchesacasati.com/bio.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Luisa_Casati
http://www.marchesacasati.com/casatihome.html
http://fashionsmostwanted.blogspot.it/2010/04/marquesa-luisa-casati.html

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