Genesi di un’idea incompresa

Quando diciamo “togliti la maschera” o “ti ho smascherato” intendiamo svelare al nostro interlocutore che non è stato sincero nei nostri confronti e che noi, in qualche modo, ce ne siamo accorti. Nel caso, però, ci si mascheri di proposito con abiti e ammennicoli vari, questo significato astratto e metaforico cambia. Si pensi, ad esempio, a di Arthur Schnitzler, trasposto in pellicola da Stanley Kubrick con Eyes Wide Shut, la maschera al contrario permette di essere ciò che si è in realtà o ciò che si vorrebbe essere. La maschera non è menzogna, ma rivelazione. Al contrario, la vita reale è farsa, messa in scena. Si rifletta inoltre sul fatto che, seppur mascherati, le persone a noi più vicine e care di certo ci riconosceranno ugualmente. Non sarà certo una maschera, infatti, a mutare la nostra natura più vera, o meglio, più nota. In questo specifico caso le diverse maschere rappresentano le diverse esperienze che costituiscono la vita e dunque il carattere e la personalità di Edda. Ognuno di noi -banale, ma non scontato- è la somma di ciò che ha vissuto. Già lo stesso Yukio Mishima in Confessioni di una maschera rendeva quest’oggetto protagonista di rivelazioni intime, profonde, reali e, in fondo, quasi inconfessabili. È impossibile pensare ad una personalità unica e univoca. Non si tratta di falsità o comportamenti al limite della schizofrenia, ma di semplici aggiustamenti e adattamenti ai diversi ruoli che ricopriamo nella vita quotidiana: amici, figli, genitori, professionisti, mariti, mogli, amanti…Infine, l’utilizzo delle maschere simboleggia il fatto che Edda, forse più di altri artisti avvezzi a questo ruolo, riesce ad essere tutto e il contrario di tutto. Non per falsità, sia chiaro, ma forse per una cronica genuinità che lo porta a far confusione fra maschere e ruoli. E fu così che lo incontrai per la prima volta, per un’intervista svolta nell’ambito di un osservatorio sui “creativi”, in calzoncini e calzettoni a dicembre con indosso una maschera da gattina e la chitarra in grembo.

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